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Fintech

Dall’azionario alla DeFi (finanza decentralizzata)

Dall'azionario alla DeFi (finanza decentralizzata)
Dall'azionario alla DeFi (finanza decentralizzata)

Dopo aver descritto brevemente quali topics affronteremo su DeFi Hub nella pagina About, voglio raccontarvi quale è stato il mio percorso e come gradualmente mi sono lasciato trasportare sempre più verso i mercati che più erano attinenti ai trend innovativi.

Il trading prima della DeFi

Tutto è iniziato circa 10 anni fa e della DeFi non vi era ancora traccia. Avevo da poco iniziato l’università e dopo diversi mesi di studio mi decisi, andai in banca e richiesi l’apertura del dossier titoli. Qualche giorno di attesa e poi ero pronto, potevo operare nei mercati finanziari.

La piattaforma era molto semplice, grezza a dir poco e naturalmente non c’era ancora un’app o un sito responsive per mobile. Non avendo nessuno tra i miei conoscenti con i quali confrontarmi sentivo un grande senso di responsabilità e la consapevolezza, diffusa, che il trading è rischiosissimo.

Con estremo coraggio quindi, premetti il tasto “compra”. Chiusi gli occhi e quando li riaprii fui quasi meravigliato. Avevo 5 azioni FIAT ed ero ancora vivo. Non era successo nulla di grave e non avevo perso immediatamente tutti i miei (pochi) risparmi. Mi ritrovavo però con un pmc (prezzo medio di carico) di gran lunga superiore al prezzo di mercato, causa commissioni mostruose caricate su un piccolo acquisto di 50€, fatto solo per prova.

Passarono i mesi e continuai a studiare analisi tecnica e a fare esperienza, facendo tanti errori e qualche operazione giusta. Con il tempo, causa della mia forte attrazione per le tematiche innovative, la mia attenzione si rivolse in maniera sempre più importante verso i titoli high-tech. Affiancai quindi all’operatività di breve anche tipologie di investimento a medio/lungo periodo cercando di sfruttare il mio expertise nei settori di riferimento e nell’analisi fondamentale che sempre più aveva attratto il mio interesse. Quello appena descritto è un passaggio che reputo fondamentale:

L’authority in un settore specifico deve essere sfruttata al meglio cercando di anticipare il mercato

La Blockchain e il primo acquisto su Coinbase

Era la seconda metà del 2016 e una delle parole che iniziava a diventare di moda era “Blockchain“. Non avendo particolari competenze tecniche non mi è stato facile capire esattamente di cosa si stava parlando e in quel periodo il web non era ancora pieno zeppo di materiale. Soprattutto in Italia blog che trattavano l’argomento erano veramente pochi.

Decentralization, permissionless, trustless, wallet, token, address, private key, mining ed exchange. Memorizzato tutto? Non ne avevo ancora capito un gran che, ma mi ritrovai su Coinbase, che per tutti è stata la porta principale d’accesso al mercato delle criptovalute e feci il primo acquisto di Bitcoin (BTC). Subito mi resi conto di quanto questo mercato offrisse piattaforme e servizi per gli utenti di gran lunga superiori a quelle del mondo finanziario tradizionale.

Ad aprile 2017 iniziarono le Initial Coin Offering (ICO) e la Ethereum (ETH) mania per i suoi Smart Contract. Il mercato si aprì per la prima volta alla massa e il fenomeno criptovalute divenne un argomento quasi generalista, da telegiornale, facendo schizzare i prezzi dei token alle stelle.

Ora vale la pena riflettere un attimo su quello che hanno rappresentato le ICO. Startup con progetti basati su blockchain sono riuscite a finanziarsi emettendo un proprio token  e immettendolo sul mercato. Nulla di diverso dalle Initial Public Offering (IPO), ovvero il processo di collocamento di azioni che avviene quando un’azienda decide di quotarsi in borsa. Durante il 2017 queste Startup hanno raccolto cifre impensabili rispetto alle omologhe con progetti “non blockchain based” e questo sulla carta le ha munite di un grande vantaggio competitivo. D’altro canto la totale assenza di regolamentazione e la piena “euforia” del mercato ha portato gli investitori a sopravvalutare la maggioranza dei progetti che in quel momento avevano delle capitalizzazioni che sfioravano la pura follia.

Finita la sbornia, i prezzi hanno iniziato a sgonfiarsi e a far si che si modificasse il processo di raccolta di capitali per le Startup Blockchain Based. E’ arrivato dunque il momento delle Security Token Offering (STO), ovvero l’offerta di token che incorporavano dei diritti.  Ulteriore trend è stato il lancio di diverse Stable Coin, token agganciati alle maggiori valute mondiali ($ in primis) che avrebbero potuto offrire una funzione che finora era mancata al mondo delle criptovalute, la stabilità dei prezzi, requisito indispensabile per una vera mass adoption.

Nel frattempo i progetti migliori divennero piccoli giganti del web: è il caso ad esempio di Binance, oggi exchange di riferimento per il trading dell’intero mercato o di Travala, il portale per il booking alberghiero che accetta criptovalute come mezzo di pagamento. Progetti che miravano più al protocollo sono invece riusciti ad attirare un gran numero di sviluppatori che stanno implementando codice open-source e creando le infrastrutture tecnologiche del domani. Smart Contract, identità digitali e tokenizzazione degli asset sono i capisaldi della smart economy del futuro che sarà necessariamente costruita su un registro distribuito regolato da meccanismo di consenso basato su incentivi. Tutto ciò rimarrà realizzabile solo se la DeFi riuscirà a fare la sua parte.

Le Startup e il Crowdfunding

L’esperienza vissuta nel periodo euforico delle ICO mi ha permesso di avvicinarmi a un altro mercato, quello delle Startup non blockchain based, decisamente meno care e forse anche meno rischiose di quelle descritte poco sopra in quanto soggette ad un qualche principio regolamentazione.

Bootstrap & pre-seed, seed, early stage, early growth, serie A, serie B, scale-up ed exit. Memorizzato anche questo? Processo difficile e complesso, soprattutto se sei in Italia e non nella Silicon Valley. Chi si ferma è perduto ed ecco a sostegno piattaforme di Equity Crowdfunding autorizzate dalla Consob. In assenza di Venture Capital Fund, tanti piccoli investitori danno un contributo in cambio di quote societarie delle startup più meritevoli o che meglio sono riuscite a vendersi sul mercato. E sei non sei una Startup? Ecco la soluzione per le PMI, il Peer to Peer Lending, tanti piccoli investitori che si sostituiscono alla banca che non ti dà più credito e ti prestano soldi a un tasso di interesse legato al tuo score rating.

Torniamo al trading: l’Alternative Investment Market (AIM)

La finanza tradizionale non poteva di certo stare a guardare mentre i mercati attigui si sviluppavano così velocemente. L’economia è stagnante e titoli growth hanno senz’altro un forte appeal. Ecco quindi l’Alternative Investment Market (AIM), ovvero il mercato dedicato alle piccole e medie imprese (PMI) ad alto potenziale di crescita. Un’occasione unica per l’Italia, terra delle PMI. Piccole società che si quotano e le prime Startup che dopo qualche round di finanziamento e un Crowdfunding fanno il grande salto e arrivano in borsa.

La convergenza dei mercati e la DeFi

Questo è stato più o meno il percorso che mi ha portato fin qui, a raccontarvi di questi mercati che per quanto diversi convergono verso un unicum tecnologico:

  • i grandi player della finanza mondiale stanno effettuando ingenti investimenti nella tecnologia blockchain, sia direttamente a livello di ricerca e sviluppo (JP Morgan), che indirettamente acquisendo tecnologia (Goldman Sach);
  • le Startup con progetti blockchain based stanno raccogliendo capitali in valuta tradizionale (non più attraverso ICO) tramite round tradizionali e campagne di equity crowdfunding (Coinbar, Zerobanks);
  • le Startup che dopo varie campagne scelgono la quotazione sul mercato AIM per finanziare la fase di scale-up. Emblematico è il caso della quotazione su AIM Italia di Crowdfundme, tra i più importanti portali di equity crowdfunding nel nostro paese.

Per finalizzare questo processo in atto e dirigerci verso una vera Smart Economy, c’è però necessariamente bisogno di fornire agli utenti tutta quella serie di servizi oggi possibili con la finanza tradizionale, in maniera del tutto automatica e senza la necessità dell’interazione umana, come ad esempio quelli seguenti:

  • gestione dei depositi e dei prelievi;
  • creazione di strumenti derivati;
  • interoperabilità tra le diverse piattaforme;
  • tassi d’interesse;
  • stabilità e certezza dei prezzi;
  • concessione o richiesta di un prestito.

E’ questa l’area che viene denominata come Finanza Decentralizzata (DeFi) che opera tramite Smart Contract e senza un’autorità nel mezzo a poter invalidare un’operazione intrapresa. Il cambiamento è iniziato!

Tags : blockchainDeFiinnovazione