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DAI, Eidoo e Compound: un caso concreto di DeFi

DAI, Eidoo e Compound: un caso concreto di DeFi
DAI, Eidoo e Compound: un caso concreto di DeFi

Con DAI, Eidoo e Compound è possibile entrare in pochi click nel mondo della DeFi, la finanza decentralizzata. Finora la descrizione di finanza decentralizzata è stata molto teorica, ed è stata posta grande attenzione su quelli che potranno essere i risvolti futuri di questo nuovo paradigma e di come questa nuova concezione di smart contract possa avere effetti disruptive nel medio periodo sul settore finanziario tradizionale. Oggi invece verrà descritto un caso pratico nel quale, grazie ad alcuni strumenti, anche i meno esperti potranno avvicinarsi alla DeFi: DAI, Eidoo e Compound.

DeFi: wallet, stable coin e liquidity pool

Per poter comprendere nel migliore dei modi quanto sta per essere descritto è necessario avere la piena padronanza, almeno teorica, di alcuni concetti chiave: wallet; stable coin e liquidity pool.

Che cos’è un wallet?

Nel mondo blockchain e delle criptovalute ogni utente può inviare e ricevere asset (token) attraverso l’utilizzo di un wallet, che per semplicità può essere definito come un conto corrente 2.0. Per poter utilizzare un wallet, l’utente ha a disposizione due chiavi, una pubblica e una privata (public & private key). La chiave pubblica altro non è che l’indirizzo del proprio wallet che per continuare il paragone semplicistico possiamo associare al codice iban del nostro c/c. La chiave privata, che può essere detenuta in varie forme (Keystore file, codice alfanumerico o mnemonic phrase), è una simil-password che ci consente di operare, ovvero di aprire il wallet ed autorizzare transazioni. La private key è strettamente personale, chiunque ne entrerà in possesso sarà in grado di accedere al wallet ed utilizzare i vostri asset. Inoltre essendo un servizio “decentralizzato” non esiste nessuna forma di recovery, quindi smarrire la private key equivarrebbe al non poter più accedere al proprio wallet. Ultima nota, per i meno esperti, i wallet non sono universali, ma sono associati a protocolli specifici. Un wallet creato con MyEtherWallet ci doterà di una public key (indirizzo) per poter ricevere Ethereum (ETH) e tutti i token che si appoggiano a tale protocollo.

Nell’esempio appena descritto, l’utente avrà pieno controllo e responsabilità del proprio wallet con oneri e onori. Soluzioni alternative sono invece quelle offerte da piattaforme custodian come Coinbase nel quale l’utente non dispone di private key. Ulteriore differenziazione viene arriva invece da piattaforme che non svolgono la funzione di custodian, ma offrono maggiori soluzioni all’utente a livello di funzionalità, come Eidoo.

Che cos’è una stable coin?

Una stable coin è una criptovaluta che è agganciata (peg) al valore di una valuta tradizionale, come il dollaro. Una delle più famose stable coin è sicuramente il Theter, che nel corso degli ultimi anni è più o meno riuscita a conservare il suo valore programmato 1 Theter (USDT) = 1 Dollaro ($). Una stable coin del genere per poter garantire l’equivalenza al dollaro e conservare un valore stabile dovrà avere una forma di collaterale in dollari. Il DAI invece è stata la prima forma di stable coin algoritmica ed è il progetto che ha sicuramente dato il via al concetto di DeFi cambiando l’ottica del collaterale in valuta fiat. Il DAI, come il Theter, ha il peg sul dollaro, ma utilizza Ethereum (ETH) come collaterale, rendendo più semplice il fenomeno di arbitraggio e lending tra criptovalute.

Che cos’è una liquidity pool?

Le liquidity pool sono di fatto “fonti di liquidità” che rendono maggiormente efficiente il mercato delle criptovalute garantendo continuità nella domanda e offerta di asset. Nascono con l’esigenza di supportare i vari exchange nei momenti di bassa affluenza degli utenti e nel tempo hanno assunto un ruolo cruciale nello sviluppo dell’intero sistema cripto-finanziario. Oggi Compound rappresenta la liquidity pool più importante per il sistema DeFi di lending. Compound è un protocollo basato sulla funzione di prestito tra utenti che ha l’obiettivo di sviluppare le applicazioni del futuro per il mondo finanziario. E’ una piattaforma completamente decentralizzata e basata su smart contract pubblicati su blockchain pubblica (Ethereum). Queste peculiarità offrono due vantaggi agli utenti:

  1. Tassi di interessi più vantaggiosi grazie alla non presenza di intermediari;
  2. Rischio legato all’intermediario inesistente, in quanto anche se compound dovesse sparire, l’utente avrà la possibilità di completare la transazione e recuperare i propri asset impegnati come collaterale semplicemente “richiamando” lo smart contract pubblico.

Il tasso di interesse offerto agli utenti che prestano e che richiedono asset è basato su un algoritmo legato alla domanda e offerta di liquidità.  Il prestito è sempre coperto da un collaterale, il DAI e il mercato, regolato dalla variazione del tasso d’interesse, non ha mostrato nessuna sofferenza finora se non piccoli ritardi (parliamo di ore) nella chiusura di una transazione. In presenza di molta liquidità, i tassi rimangono bassi, viceversa, i tassi di interesse tenderanno ad aumentare per attirare più utenti a prestare le proprie cripto alla liquidity pool. Prestare i propri asset su Compound oggi permette agli utenti di avere un ritorno economico dal 5% al 10% annuo, che in un periodo di rendimenti negativi, soprattutto in Europa, è un risultato di assoluto rispetto.

DeFi: Eidoo e l’integrazione di Compound

E’ recente la notizia dell’integrazione del protocollo Compound nel wallet Eidoo. Questa integrazione è un’operazione importantissima che va nella giusta direzione per arrivare a una mass adoption da parte degli utenti e rendere sempre più efficiente il mercato. Lo smart contract di Compound aveva già reso la vita molto più facile agli utenti, ma completare un prestito tra privati richiedeva ancora decine di operazioni. Eidoo ha semplificato il tutto rendendo ora possibile il lending, una volta ricevuta la disponibilità sul wallet, in circa un minuto. Sintetizzando, un nuovo utente potrà procedere nel modo seguente:

  1. Aprire un wallet Eidoo;
  2. Trasferire fondi sul wallet (€) o altri asset;
  3.  Acquistare i DAI;
  4. Effettuare l’atomic swap trasformando i DAI in cDAI.

Consiglio la visione del video integrale con l’intervista a Simone Conti (Eidoo) e ilBitcoinNews:

 

Il cDAI è di fatto la rappresentazione digitale del prestito. E’ possibile visualizzare istantaneamente gli interessi maturati, minuto per minuto ed è possibile chiudere l’operazione riprendendo i propri asset depositati come collaterale (DAI) in qualsiasi momento. L’operazione verrà conclusa in primis tornando in DAI da cDAI e successivamente trasformando i DAI in nell’asset di proprio piacimento (Ethereum o Bitcoin) oppure in valuta fiat (Euro) sul proprio conto corrente. Essendo tutto basato su Blockchain e smart contract, sembrano essere assenti rischi strutturali.

Ultimo dettaglio, che dettaglio non è, è la possibilità di trasferire il prestito ad un terzo, semplicemente inviando i cDAI sul suo address (public key). Il trasferimento dei cDAI incorpora i diritti associati all’incasso del collaterale impegnato (DAI). Funzioni del genere non sono semplici da effettuare con gli strumenti finanziari tradizionali e richiedono senz’altro molto tempo. La DeFi è innovazione finanziaria.

Tags : blockchainDeFiinnovazione