close
Fintech

DeFi: cos’è l’impermanent loss?

DeFi: cos'è l'impermanent loss?
DeFi: cos'è l'impermanent loss?

La DeFi è esplosa in popolarità negli ultimi mesi e gli swap, ovvero gli scambi decentralizzati di Automated Market Maker (AMM), sono diventati la funzionalità predominante dell’ecosistema DeFi emergente.

Nonostante una crescita rapidissima in volumi, gli AMM devono ancora affrontare e risolvere quelle che sono una serie di barriere all’ingresso per un’adozione più diffusa. La più urgente è indubbiamente il rischio di “perdita” subita dai fornitori di liquidità AMM. Questa perdita viene chiamata Impermanent loss.

Gli AMM pretendono di offrire una grandissima opportunità agli hodler: diventare dei liquidity providers facendo staking con i token in loro possesso, con la libertà di poter fare unstake in qualsiasi momento, mentre si guadagnano commissioni di trading nel processo. Sicuramente, qualsiasi investitore preferirebbe guadagnare anche solo dei piccoli interessi sui propri token piuttosto che lasciarli inattivi e dormienti.

Tuttavia questa metodologia di guadagno non è così semplice e può essere soprattutto pericolosa: il pericolo numero uno è l’impermanent loss.

Per comprendere in maniera più approfondita cos’è l’impermanent loss bisogna sapere che la maggior parte degli AMM si basa su una “funzione costante” che determina i prezzi dei token interni e che è ottimizzata per il trading. Il problema è che gli AMM non hanno modo di aggiornarsi automaticamente per riflettere le variazioni dei prezzi del mercato esterno, con conseguenze pericolose per i fornitori di liquidità.

Quando il prezzo di mercato esterno di un token cambia, ad esempio su Coinbase o Binance, i trader esperti possono acquistare a prezzo scontato qualsiasi token nell’AMM. Mettiamo che il prezzo di ETH aumenti del 50% sugli scambi centralizzati, a questo punto gli arbitraggisti potranno acquistare ETH da AMM al prezzo originale e vendere il token altrove, ottenendo così un profitto. Diversamente quando ETH scende del 50% i trader veloci potranno scaricare il loro ETH su AMM a un prezzo maggiore rispetto al mercato.

In entrambi gli scenari i vincitori sono gli arbitraggisti a discapito dei fornitori di liquidità. In pratica, quando i fornitori di liquidità ritireranno i loro asset, si ritroveranno una quantità minore di token di quelli inizialmente immessi nel liquidity pool. Questa perdita è l’impermanent loss.

L’Impermanent Loss è definito come una perdita temporanea di fondi che può verificarsi quando si fornisce liquidità a un pool.

L’impermanent loss si verifica solitamente nei pool di liquidità standard in cui il fornitore di liquidità (LP) deve fornire entrambi gli asset in un rapporto corretto e uno degli asset è volatile rispetto all’altro.

Facciamo un esempio pratico, supponiamo che un LP fornisca liquidità a un pool DAI/ETH su Uniswap con un rapporto 50/50. Per offrire liquidità a un pool 50/50, il LP deve conferire un valore uguale di entrambi i token al pool.

Se il prezzo di ETH sale su Coinbase, il pool dovrà fare affidamento sulle figure degli arbitraggisti che entrano in gioco e assicurano continuamente che il prezzo del pool rifletta il prezzo del mercato, in modo da mantenere lo stesso valore di entrambi i token nel pool. Un arbitraggista nota la differenza di prezzo tra, in questo caso, Coinbase e Uniswap e la vede come un’opportunità per realizzare un profitto.

Questo sostanzialmente porta a una situazione in cui il profitto dal token che si apprezza in valore viene sottratto al fornitore di liquidità. A questo punto, se il LP decide di ritirare la propria liquidità, l’impermanent loss diventa invece permanente.

Uniswap utilizza un costante market maker per mantenere un corretto rapporto di token nel pool. Quindi, più ETH vengono acquistati dal pool, più alto diventa il prezzo di ETH. L’arbitraggista acquista ETH a un prezzo più economico su Uniswap fino a quando non vi è più discrepanza di prezzo tra gli scambi.

Il profitto degli LP e Impermanent loss

Ora che l’impermanent loss è stato definito, possiamo approfondire come questo può togliere i profitti agli LP quando il valore di un asset aumenta rispetto all’altro.

Se l’impermanent loss può annullare i profitti guadagnati, qual è l’incentivo per gli LP nel fornire questa liquidità? Per capirlo vediamo come gli LP possono guadagnare con il loro capitale. In un mondo idilliaco senza gli impermanent loss, gli LP potrebbero esclusivamente raccogliere profitti dalle fee di trading. Su Uniswap per ogni operazione di swap si paga una commissione dello 0,3% che viene distribuita proporzionalmente agli LP del pool di riferimento.

La perdita di un fornitore di liquidità è davvero “temporanea” se i prezzi relativi dei token all’interno di un AMM tornano a quelli originari. Tuttavia, il recupero completo della perdita è un evento raro, specialmente per coloro che forniscono liquidità per asset volatili. Per la maggior parte degli LP quindi, la perdita è spesso permanente. L’incentivo dunque per l’LP è far in modo che la perdita temporanea (spesso permanente) sia minore rispetto alle fee riscosse.

Inoltre, molti pool di liquidità forniscono ulteriori incentivi per gli LP offrendo programmi di mining e staking per la liquidità offerta. Sostanzialmente questi programmi sono un modo per premiare gli LP con token aggiuntivi, vuoi per fornire liquidità in determinati pool o anche per l’utilizzo del protocollo. Il valore dei token aggiuntivi in ​​alcuni casi può annullare completamente il valore perso a causa di una perdita temporanea, rendendo la fornitura di liquidità notevolmente profittevole.

Gli altri pool di liquidità e l’impermanent loss

Rispetto al funzionamento di Uniswap, in assoluto la Defi Platform con TVL più elevato, esistono altre soluzioni strategiche per limitare le perdite e gestire l’impermanent loss in maniera diversa:

  • Curve i suoi pool di stable coin contengono solo asset che dovrebbero avere un valore simile se non equivalente.
    Questi asset potrebbero essere differenti stable coins, come USDC e DAI, o versioni diverse dello stesso token come sBTC, renBTC e wBTC. Il rischio di impermanent loss in tali pool è notevolmente ridotto in quanto non vi sono asset il cui valore è volatile rispetto all’altro. Questo è anche il motivo per cui i pool di liquidità di Curve, o per essere più generici, tutti i pool di liquidità che detengono attività non volatili, di solito attraggono molto più capitale rispetto ai competitors;
  • Balancer offre pool con pesi del pair diversi dal modello standard 50/50. Ciò significa che se un LP vuole mantenere un’elevata esposizione rispetto a un determinato asset, può partecipare a un pool in cui un token ha un peso molto più elevato dell’altro come 75/25 o anche 95/5. Questo può anche ridurre l’impatto della perdita temporanea a seconda dei pesi assunti nel pool. Maggiore è il peso di un token in un pair, minore sarà la differenza tra il detenerlo o fornirlo in un liquidity pool;
  • Gli AMM con asset liberamente fluttuanti altamente correlati tendono ad essere più protetti dall’impermanent loss. Maggiore protezione però non equivale al non subire perdite temporanee, in quanto i prezzi dei token non si muovono in perfetto tandem. Inoltre, questo tipo di AMM costituisce solo una piccola parte degli Automated Market Maker;
  • Alcuni protocolli in rapida crescita hanno deciso di offrire altissime ricompense di staking per attirare liquidità. Questi incentivi attenuano e spesso compensano la perdita subita dagli LP. Tuttavia questa soluzione per la gestione dell’impermanent loss è da considerarsi di breve periodo e poco lungimirante, in quanto può rivelarsi molto costosa per l’economia del prezzo token nativo della piattaforma.

Se gli AMM potessero eliminare, o almeno mitigare in modo significativo, l’impermanent loss, i fornitori di liquidità sarebbero molto più incentivati a depositare i propri asset.

Tags : blockchaincriptovaluteDeFiinnovazioneinvestimenti