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Equity Crowdfunding e la DeFi: due mondi convergenti

Equity Crowdfunding e la DeFi
Equity Crowdfunding e la DeFi

L’Equity Crowdfunding e la DeFi sono due dei trend da seguire più attentamente in questo momento. La DeFi (finanza decentralizzata) è stata descritta come ciò che renderà maggiormente efficiente e performante il sistema finanziario, ma che cos’è l’equity crowdfunding e perché è definito come uno strumento a supporto delle PMI del futuro?

Che cos’è l’Equity Crowdfunding

L’Equity Crowdfunding è un processo attraverso il quale Startup e PMI possono reperire fondi sul mercato per finanziare ed accelerare lo sviluppo del proprio business cedendo in cambio equity ai finanziatori, ovvero quote societarie. Facciamo ora un passo indietro.

Le Startup e i fondi di Venture Capital

Quello delle Startup è un fenomeno del nuovo millennio che nell’immaginario collettivo si colloca negli USA,  nella Silicon Valley. L’alta concentrazione di società hight-tech, la presenza di capitale e di università ha reso quest’area della California il punto ideale dove tante menti brillanti hanno deciso di sviluppare le proprie idee cercando di trasformarle in business. L’ecosistema americano può contare sulla presenza di un’industria finanziaria che nel corso del tempo è riuscita a specializzarsi anche verso il settore del Venture Capital, ovvero fondi alla ricerca di investimenti “precoci” su società che iniziano a muovere i primi passi in settori ad alto potenziale di crescita e con un business potenzialmente scalabile, le Startup.

La forte presenza dei fondi di Venture Capital, in competizione tra di loro per acquisire quote delle Startup più promettenti è stato un elemento fondamentale per la nascita e il successo di molti degli attuali giganti del web come Google e Facebook.

Le Startup e l’Equity Crowdfunding

Se da un lato sono numerosi i casi di Startup di successo diventate delle vere e proprie multinazionali, dall’altro sono sicuramente maggiori il numero degli insuccessi. Startup che non hanno continuato lo sviluppo del proprio progetto per mancanza di fondi e piccoli investitori che non hanno potuto partecipare con il proprio contributo economico al finanziarli in quanto di profilo non “istituzionale” o non dotati di capitali ingenti, hanno reso necessaria la nascita di nuovi strumenti di carattere più partecipativo ed inclusivo: le piattaforme di Equity Crowdfunding. Queste piattaforme hanno abbattuto le barriere all’ingresso e sono diventate facilitatori di incontro tra domanda e offerta di capitale nel mercato delle piccole imprese non quotate.

Equity Crowdfunding in Italia

Non è difficile capire il perché in Italia, che è in assoluto la patria delle piccole e medie imprese, il sistema di Equity Crowdfunding abbia avuto successo e nell’ultimo anno (2019) questo fenomeno sia cresciuto considerevolmente.

Attualmente ci sono numerose piattaforme, autorizzate dalla Consob, che gestiscono campagne di Startup, spesso innovative, alla ricerca di nuovi capitali. Queste piattaforme sono preda di una folla (crowd) di investitori che possono analizzare i vari progetti e decidere se investire, anche con piccole quote, in quelli che ritengono più promettenti nel medio/lungo periodo. Per darvi qualche numero, nel primo semestre 2019, le due più importanti piattaforme italiane, Mamacrowd e Crowdfundme, hanno gestito in totale circa 150 campagne per una raccolta vicina ai 35 milioni di euro. Le stime, molto conservative, di raccolta per l’anno 2019 sono di almeno 60 milioni di euro. Questo fenomeno di sicuro successo deve essere inquadrato però in contesto molto più complesso per capirne il quadro generale di sfondo:

  1. l’Equity Crowdfunding è uno strumento addizionale a quello che è ancora il processo standard di raccolta di capitale per le Startup. Benché non numerosi, anche in Italia sono presenti fondi di Venture Capital che insieme a Business Angels, hub di innovazione ed incubatori si inseriscono nel processo di validazione del business di una startup e ne accompagnano la crescita investendo su di esse. Le piattaforme di Equity Crowdfunding sono dunque una scelta obbligata per tutti quei progetti che non riescono a trovare un fondo di investimento pronto a scommettere su di loro oppure sono una risorsa addizionale e successiva a quest’ultimi;
  2. in un periodo di stagnazione economica come quello degli ultimi anni, il mercato delle Startup è uno sfogo importante per la creazione di nuovi posti di lavoro e di ricerca e sviluppo in settori innovativi. Per questo lo Stato ha garantito negli ultimi due anni importanti vantaggi fiscali sia per le Startup stesse che per chi ha deciso di investirci. In particolare è di assoluto interesse è la detrazione IRPEF del 40% sull’intero importo investito dalle persone fisiche nel capitale di queste società innovative. Requisito indispensabile per sfruttare questo vantaggio fiscale è che l’investimento sia stato effettuato su una Startup innovativa;
  3. Startup innovative, dove “innovative” si riferisce a una vera e propria iscrizione in uno speciale registro imprese che mira a certificare il carattere di innovazione di queste società. Dunque solo le Startup presenti in questo registro (ne esiste uno analogo per le PMI innovative) possono garantire vantaggi fiscali anche per gli investitori. Allo stesso modo le piattaforme di Crowdfunding devono essere autorizzate dalla Consob e gli incubatori certificati dal MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico). Queste misure, che servono principalmente a normare il settore Startup, fungono anche da tutela per gli investitori.

La convergenza tra la DeFi e l’Equity Crowdfunding

Se avete ben compreso quanto appena scritto e proverete a relazionarlo con le opportunità offerte dalla finanza decentralizzata, la DeFi, vi renderete sicuramente conto quanto questi diversi strumenti stiano convergendo verso un unico modo di operare.

Il fenomeno delle ICO nelle criptovalute ha mostrato agli operatori dei mercati finanziari quanto, in base alla tecnologia attuale, sia facile replicare una IPO (quotazione in borsa) di un’azienda e rendere le quote di queste scambiabili su exchange (trading). Con l’Equity Crowdfunding si sta offrendo una possibilità simile a tutte le Startup per quanto riguarda l’offerta di quote societarie, ma c’è ancora un grande limite: queste quote sono difficilmente scambiali, quindi gli investitori sono frenati per via della tipologia di investimento illiquido.

Un primo approccio verso una forma rudimentale di trading potrà essere offerto grazie alla partnership tra Crowdfundme (Equity Crowdfunding) e Directa Sim (piattaforma di trading) dove quest’ultima si è resa disponibile a offrire un servizio di rubricazione agli investitori per facilitarne lo scambio di quote senza la necessità di doversi servire dell’intervento di un notaio. In aggiunta Directa Sim sta supportando le Startup che dopo aver concluso con successo campagne di crowdfunding, hanno optato per il grande passo, la quotazione in borsa nel segmento AIM (esempi sono la stessa Crowdfundme e CleanBnb).

E’ evidente però quanto questo processo sia difficoltoso e costoso rispetto a quello delle ICO che forse era a sua volta era troppo aggressivo e senza il minimo regolamento. Quello che potrebbe offrirci la DeFi nel medio periodo, sarà da una parte fornire attraverso smart contract la possibilità alle startup di tokenizzare le proprie quote rendendoli dei veri e propri digital asset e dall’altra concedere a tutte le piattaforme autorizzate da Consob l’infrastruttura tecnologica per rendere “tradabili” questi digital asset. Il tutto mi auguro avvenga con costi minimi e una procedura burocratica semplificata (Fintech Sandbox) rispetto a quelle attuali. Questo processo potrebbe veramente far esplodere il mercato dell’Equity Crowdfunding e mettere le ali allo sviluppo delle Startup.

Tags : DeFiFeaturedinnovazione