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Exchange, DEX e la DeFi

Exchange, DEX ela DeFi

Gli exchange e i futuri DEX (decentralized exchange) saranno il motore della finanza decentralizzata, la DeFi. Essi rappresenteranno il “luogo” dove verranno scambiate tutte le tipologie di asset digitali che incamereranno i diritti di utilizzo di beni e servizi dopo il processo di asset tokenization.

E’ bene dunque fare un bel ripasso e capire cosa sono gli exchange, come compiono la loro attività di incontro tra domanda e offerta e cosa sono i DEX, gli exchange decentralizzati che non svolgono la funzione di custodia.

Che cos’è un exchange

Un exchange può essere definito oggi come una piattaforma di trading. Negli exchange classici, vengono normalmente scambiati strumenti finanziari. Lo scambio avviene in diverse fasi di negoziazione, che semplificando e prendendo in considerazione Borsa Italiana possono essere così riassunte:

  1. asta di apertura, dalle ore 08:00 alle 09:00 vengono piazzati gli ordini di acquisto e vendita senza che essi vengano eseguiti fino all’apertura dei mercati. E’ possibile inserire “ordini al meglio“, ovvero ordini senza limite di prezzo che avranno priorità di esecuzione sugli altri. in questa fase si forma il prezzo di apertura del titolo;
  2. negoziazione continua, dalle 09:00 alle 17:30 è il periodo ininterrotto di contrattazione dove si incontrano domanda e offerta di ordini;
  3. asta di chiusura, dalle 17:30 alle 17:35 è la fase dove vengono inseriti ordini che verranno soddisfatti solo a chiusura dei mercati. Con quest’ultima asta si forma il prezzo di chiusura del titolo.

Nel mercato di criptovalute invece la negoziazione è continua per le 24/24 ore e  7/7 giorni. Non esistono fasi di non contrattazione e non ci sono prezzi di apertura e chiusura. In modo informale possono essere individuati prezzi di riferimento sui quali fondare le proprie analisi in base al TF (time frame) utilizzato.

Trading book: domanda e offerta si incontrano

Sia essa una piattaforma di trading, un exchange di criptovalute (come Coinbase o Binance) o un DEX, il loro funzionamento sarà sempre basato su un trading book come quello della seguente immagine.

trading bookIl book è suddiviso in denaro (bid) e lettera (ask), che rappresentano rispettivamente gli ordini di compratori e venditori.

Nella figura, che rappresenta il book del titolo Unicredit (UCG), possiamo vedere nelle parte di sinistra le proposte di acquisto (decrescenti) con l’evidenza della quantità di azioni richiesta e il prezzo massimo che il compratore sarà disposto a pagare (n° 14.601 azioni al prezzo di € 11,5220).

Analogamente nella parte destra ci sono gli ordini dei venditori (crescenti), dove al primo livello vediamo in vendita 4.140 azioni al prezzo di € 11,5280.

Le colonne denominate con i “#” rappresentano il numero di proposte per ogni livello di prezzo. Ad esempio nel primo livello in lettera (€ 11,5280) vediamo due ordini diversi per un totale di 4.140 azioni. L’ordine, che sia esso di acquisto o vendita, verrà eseguito solo ed esclusivamente all’incontrarsi dei livelli di prezzo.

In un trading book sono normalmente disponibili anche le seguenti informazioni:

  • volume dei titoli scambiati in giornata;
  • prezzi massimi e minimi di giornata;
  • prezzo di apertura e di chiusura (ovviamente dopo l’asta di chiusura).

I DEX (decentralized exchange) e la DeFi

Oggi gli exchange svolgono la funzione di far incontrare domanda e offerta di asset finanziari, quindi ci troviamo prevalentemente nel campo degli investimenti. Con l’avvento della DeFi, la finanza decentralizzata, essi saranno il vero motore della nuova economia e attraverso queste transazioni sarà possibile acquistare beni e servizi precedentemente tokenizzati. Per questo motivo gli exchange stessi dovranno essere decentralizzati (DEX).
Nello specifico può definirsi un DEX ogni exchange che non svolge la funzione di custodial wallet, ovvero gli utenti avranno sempre e comunque il pieno controllo sui suoi asset attraverso la private key. Altro punto chiave sarà il meccanismo di consenso del protocollo sottostante per la validazione delle transazioni che dovrà essere chiaramente distribuito (qui una lista dei DEX più importanti).

Per comprendere meglio questo passaggio occorre un esempio. Immagina i fondi depositati sul tuo c/c. Avrai senz’altro piena disponibilità nella tua operatività, ma la banca per ragioni che riterrà opportune avrà sempre la possibilità di bloccare, sospendere o ritardare una tua operazione, in quanto ha il controllo del tuo c/c, ovvero svolge tra le altre cose anche un servizio di custodia sugli asset dei clienti.

Altro esempio molto esaustivo è stato il fallimento di Mt. Gox. Era in quel momento il più grande exchange di criprovalute (oggi è Binance) e da un momento all’altro ha spento le luci. Tutti i fondi che erano stati depositati su Mt. Gox dagli utenti per operazioni di trading, sono diventati inaccessibili. Mt. Gox rientrava nella categoria dei custodial wallet.

Con un DEX questo non è possibile perché gli utenti hanno in qualsiasi momento sempre il pieno controllo dei propri digital asset attraverso la private key. Un DEX è un infrastruttura tecnologica che svolge la funzione di exchange, ma per usufruire di questa funzione non occorre trasferirvi gli asset e cederne il possesso.

I DEX, vista l’importanza che avranno nel tempo, dovranno essere performanti, veloci e fornire una user experience avanzata, anche da device mobili, perché in un futuro prossimo dove avremo digital asset e digital identity anche i “non trader” dovranno conviverci quotidianamente.

Tags : blockchainDeFiinnovazione