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GameStop, WalleStreetBets e il Social Trading

GameStop, WalleStreetBets e il Social Trading
GameStop, WalleStreetBets e il Social Trading

Gamestop, Reddit & WallStreetBets, Robinhood e DogeCoin sono state sicuramente le keywords più gettonate degli ultimi giorni, ma dietro tanto trambusto in pochi hanno realmente compreso quello che ha significato tutto ciò: il fenomeno del Social Trading. Cercando di non entrare troppo nel tecnico, proviamo ad analizzare l’accaduto in ordine cronologico.

WallStreetBets una community di oltre 8 milioni di utenti

WallStreetBets è una importante community di Reddit, un Social Network ancora poco diffuso in Italia, ma molto utilizzato negli States. Così come il nostro topic è l’innovazione, su WallStreetBets si discute di investimenti, con focus particolare sull’azionario americano. Senza entrare in un linguaggio troppo tecnico, in quella community si sono create le condizioni per un butterfly effect degno da conquistare le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Una speculazione capace di portare il titolo GameStop da 20$ a oltre 400$ nel giro di pochi giorni e che si è trasformata in una lotta tra il mondo retail e i fondi speculativi.

GME - GameStop

Ovviamente questa appena raccontata è la versione semplificata dell’inizio di questa storia. La realtà è che, per una congiuntura tecnica, sul titolo si è verificato uno short squeeze, il quale ha spinto anche gli istituzionali agli acquisti, aumentando l’effetto dell’euforia della community di Reddit.

Robinhood e il trading di massa

Robinhood, per chi non la conoscesse, è una delle piattaforme di trading più utilizzate al mondo tra i millennials e la genZ (i nati dopo gli anni 2000). Le sue features e lo zero fee system hanno reso popolarissima questa applicazione che ha tra i suoi (de)meriti quella di aver aperto le porte del trading a milioni di giovani utenti (spesso troppo inesperti), facendo avvicinare forse troppo la materia degli investimenti al puro betting. Nella vicenda GameStop, RobinHood ha avuto un ruolo cruciale, la piattaforma di trading infatti ha inibito la possibilità di acquisto del titolo (e di pochi altri) nei giorni più caldi agli utenti retail, facendo venire alla ribalta temi molto cari al mondo crypto: decentralization e permissionless.

La motivazione di questo blocco? Anche qui dovremmo entrare nel tecnicismo dei mercati finanziari, ma per i più curiosi o per chi avesse voglia di approfondire la questione, è consigliata la visione di questo video di Cross Word: Il caso GameStop

Il Social trading come fenomeno di massa

La mossa di Robinhood non poteva che far scaldare gli animi dei propri utenti che si sono visti limitare le proprie funzionalità, compromettendone l’operatività. #GME è stato uno dei trend topic per giorni su Twitter. Apple Store e Google Play hanno dovuto cancellare le migliaia di recensioni negative dai loro store riguardo l’app Robinhood. Tutto ciò non ha fatto altro che compattare ancor di più la community di WallStreetBets che per giorni si è sentita in lotta contro l’establishment finanziario mondiale al grido di “non venderemo mai i nostri titoli GME“, pensando che lo short squeeze potesse essere ancora più violento rispetto ai circa 400$ del prezzo massimo raggiunto. In aggiunta, Elon Musk (tutti lo conoscete) e Chamath Palihapitiya (Ceo di Social Capital) hanno in parte cavalcato l’enfasi del momento, criticando l’operato di Robinhood e creando ancora più fervore e incertezza sullo stato reale della situazione.

Fine della storia?

Il prezzo di GameStop è tornato a livelli più consoni (63,77$), ma sembra ancora ben lontano dallo stabilizzarsi. Molti degli utenti di Wall Street Bets sono stati “ingaggiati ” e “iniziati” al mondo crypto sottolineando la libertà di utilizzo e la non presenza degli intermediari. Questa storia probabilmente si esaurirà presto dal punto di vista speculativo, ma rimarrà un punto di svolta importante per quanto riguarda l’analisi della finanza comportamentale.

Tags : azioniblockchaininnovazioneinvestimenti