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La pandemia e i mercati

La pandemia e i mercati
La pandemia e i mercati

Dal 21 Febbraio, giorno in cui è stato diagnosticato il primo caso in Italia di Coronavirus a Codogno, il panico si è impadronito anche dei mercati, finanziari e non.

Il mercato azionario italiano, sui massimi degli ultimi anni, ha perso più del 40% in pochi giorni, stabilendo un vero e proprio record (negativo) per la velocità con la quale si è concretizzata questa discesa, trovando molti operatori impreparati.  La seduta del 12 Marzo è stata la peggiore mai registrata nella breve storia del FTSE Mib: -16,92%.

Gli investitori più avveduti avevano in realtà già iniziato a spostare capitali dal mercato azionario verso altri lidi. Era evidente ai più che i prezzi, che continuavano a toccare con una frequenza elevatissima nuovi massimi di periodo, erano, come si dice nel gergo, abbastanza “tirati”. Resta il fatto che una discesa così repentina non era facile da immaginare. Una corretta asset allocation si dimostra ancora una volta essere fondamentale, ma su cosa direzionare i capitali i questo momento?

Le asset class più gettonate, come avviene ciclicamente in periodi di tensione dei mercati, sono i cosiddetti beni rifugio, materie prime e investimenti nell’economia reale. Come si sono comportate in questo periodo turbolento?

L’oro dopo settimane di salita consistente è tornato ai valori di inizio anno, perdendo un 10% circa dai massimi di periodo, mentre all’argento è toccato un meno 20%. Il Bitcoin (BTC) in questo momento segna un -48% sul mensile a circa 5.470$. Il petrolio è riuscito addirittura a fare di peggio, perdendo il 30% in una sola seduta, sintomo che probabilmente questa crisi sarà lunga.

E l’economia reale? In Italia al momento è tutto fermo. È chiaramente una generalizzazione, ma forse riesce a darci un quadro generale più completo.

Una rapida visione d’insieme sul contesto generale

In Italia sintomi recessivi si erano già paventati grazie all’ultimo trimestre che riportava segno negativo. Ora con il Coronavirus a farci compagnia lo scenario non è di certo dei migliori. Uno shock esogeno, ma che in tutta probabilità potrebbe fungere da acceleratore, anche questo con accezione negativa, per rallentare ulteriormente la nostra stagnante economia.

Volgendo lo sguardo al resto del mondo e allargando il time-frame fino alla precedente crisi, quella del debito sovrano del 2012, ci si può rendere conto di quanto le banche centrali dell’occidente (Fed, BCE, BoE, e BoJ) abbiano veramente un margine minimo di manovra, avendo già inondato i mercati di liquidità e con tassi d’interesse che un taglio dopo l’altro viaggiano intorno allo zero. La Lagarde ci ha già avvisato, con un secco NO ai “whatever it takes” Draghi style.

Il mercato azionario italiano

Tornando al mercato azionario italiano le considerazioni da fare sono molteplici. Nei prossimi giorni assisteremo alle pubblicazioni delle trimestrali di molte aziende quotate che evidenzieranno quanto sia grave il disallineamento tra i probabili ottimi risultati raggiunti nel 2019 e le aspettative per il futuro. Molti titoli si trovano a prezzi impensabili fino a solo qualche settimana fa. Con i prezzi attuali il P/E di molte aziende si abbasserà in maniera consistente garantendo sulla carta un ottimo rendimento rispetto a eventuale nuovo capitale investito. Magari in futuro ripenseremo a questi giorni anche per ricordarci delle occasioni perse, ma le incognite in questo momento sono davvero troppe.

ENI.MI

Sicuramente sarà opportuno selezionare anche i titoli operanti in settori che potranno continuare ad operare più o meno “continuativa”, come tutti quelli legati al mondo del web, e aziende capaci di riprendere le loro attività nei tempi più rapidi possibili una volta ristabilita la normalità.

Il Trading System di Defi Hub ha tutti gli indicatori Out of the Range e proprio per questo sono giorni che non opera. In momenti come questo forse affidarsi a un algoritmo, incapace di essere coinvolto emotivamente, ha i suoi vantaggi.

Tags : analisi fondamentaleanalisi tecnicainvestimenti