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Le Startup sono aziende

Le Startup sono aziende
Le Startup sono aziende

Le Startup sono aziende, hanno obiettivi di business, necessitano di servizi e il fallimento è uno degli scenari possibili come per qualsiasi altra impresa. Quanto appena scritto può sembrare banale, ma non è così. La consapevolezza di chi fonda una Startup e di tutti gli stakeholders dell’ecosistema troppo spesso è ben diversa e il risultato è trovarsi davanti a una dinamica distorta del fenomeno che ci allontana dall’efficienza del mercato.

Le Startup e gli obiettivi di business

Le Startup sono aziende. In Italia quello delle Startup e quello dell’enterprises business sono due mondi ancora troppo distanti, così come è distante il capitale umano che compone questi due insiemi all’apparenza tanto diversi, ma che nella loro intersezione potrebbero trovare l’ottimo.

Da un lato abbiamo i Makers, giovani innovatori al passo con i tempi, con una formazione d’avanguardia (non per forza universitaria) e una grande lungimiranza. Essi vedono opportunità che gli altri non riescono a cogliere e conoscono quali nuovi strumenti sono disponibili sul mercato. Mancano spesso di esperienza e hanno un’attitudine troppo lontana da quelle che sono le normali dinamiche aziendali.

Dall’altra parte della barricata, personale con anni di esperienza in multinazionali con una formazione più standard, una visione che mira più ai risultati breve/medio termine e un know-how che gli permette di gestire processi complessi. Concretezza e capacità di organizzare il lavoro sono due dei caratteri distintivi di questo insieme.

Contaminare. La contaminazione è la soluzione a uno dei più grandi limiti attuali dell’ecosistema Startup in Italia. Trovare un punto d’incontro tra le grandi aziende e le Startup per creare un capitale umano che sappia parlare entrambe le lingue, acquisendo metodologie di lavoro e know-how nelle aziende più strutturate per riuscire poi tradurle in contesti altamente innovativi che non sono gravati da procedure anni ’90 e burocrazia.

Le Startup e i servizi (in)esistenti

Le Startup sono aziende e pertanto necessitano di servizi e del supporto di professionisti come qualsiasi altra impresa. Questa consapevolezza è però nella maggior parte dei casi assente, facendo si che sia la domanda che l’offerta nel mercato dei servizi alle Startup sia scadente:

  1. Le Startup hanno difficoltà a capire chi sono i loro interlocutori e a come saper stare sul mercato. Questo spesso le porta a non domandare servizi e a non sentirne nemmeno l’esigenza;
  2. L’offerta è qualitativamente molto bassa. Oggi, quasi a fine 2019, si ha ancora difficoltà a parlare con un professionista di tematiche come Crowdfunding o di procedura semplificata (che semplice non è) per l’iscrizione al registro delle Startup Innovative. I servizi sono standard, non ne esistono specifici per Startup che indubbiamente hanno necessità diverse rispetto a un’azienda con business consolidato (Comunicazione, Amministrazione, Marketing, IT).

Il fallimento di una Startup

Le Startup sono aziende e possono fallire. Il tasso attuale di fallimento si aggira intorno al 95% e gli anni più critici sono sicuramente i primi. In Italia c’è in generale una cultura sbagliata del fallimento che oltre a non essere “celebrato” come negli US, viene spesso nascosto. Fallire significa sicuramente “averci provato” e molto spesso anche “aver imparato” qualcosa dagli errori commessi. Fallire deve far parte di un percorso e non bisogna mai smettere di provare a innovare.

Tags : businessinnovazione