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Le regole dell’investitore razionale

Le regole dell'investitore razionale
Le regole dell'investitore razionale

Quali sono le regole dell’investitore razionale?

Essere razionali e rispettare i principi che si erano prestabiliti sulla base della propria propensione al rischio è uno dei compiti più difficili per un investitore. L’emotività ha il sopravvento. Sempre, o quasi. Farsi prendere dall’euforia e comprare un asset sui massimi di un trend, oppure togliere uno stop loss per poi trovarsi a dover gestire una posizione a dir poco problematica con perdite double digit è una condotta comune per maggior parte degli investitori.

Il Trading Mix, composto da analisi tecnica, analisi fondamentale, authority sul settore di riferimento e focus sul newsflow servono a poco se poi a causa di errata gestione dell’emotività si opera in maniera inadeguata sul mercato. E allora un posizione in ampio gain, può trasformarsi in un loss per non aver impostato un take profit a protezione di quanto di buono si era riusciti a fare.

Pasti gratis non esistono, ma seguire i principi che si condividono di grandi investitori come Gann, Buffet o Graham (autore tra l’altro di The Intelligent Investor) può sicuramente aiutare a controllare l’emotività e limitare gli errori strategici e operativi.

L’investitore razionale: Warren Buffet e il cash flow

Come vengono gestiti i soldi degli azionisti?

Distribuire gli utili agli azionisti o re-investirli nello sviluppo dell’azienda?.Non esiste una regola universale, ma deve essere valutato attentamente caso per caso come i manager decidono di utilizzare gli utili d’esercizio. Se esistono le possibilità per far rendere maggiormente il capitale trattenendolo in azienda, questa dovrebbe essere la strada preferibile, diversamente meglio restituirlo agli azionisti.

La quotazione deve essere almeno il 25% inferiore al valore intrinseco

Calcolare il valore dell’azienda non è un esercizio semplice. Potreste utilizzare il metodo del cash flow rettificato di Buffett o una diversa stima che riterrete più opportuna, l’importante è che ci sia un margine abbondante che possa “coprirvi” da errori di valutazione anche consistenti effettuati in tale esercizio.

L’azienda deve avere un margine di profitto storico accettabile

L’azienda deve aver dimostrato di aver raggiunto un margine di profitto, confermato nel tempo, accettabile. Questo significa che i manager hanno il pieno controllo dei costi aziendali e riescono ad avere un margine adeguato rispetto alle revenues generate.

L’azienda non deve essere eccessivamente indebitata

Il debito deve essere sotto controllo, in pieno equilibrio rispetto al cash flow generato. L’uso eccessivo di una leva debitoria per consentire lo sviluppo dell’azienda non pone la stessa sotto una buona luce. Buffet predilige business sani, che hanno la forza di crescere concretamente con le proprie gambe (il giusto indebitamento) e non attraverso un overdose di credito.

L’impresa deve aver performato in maniera consistente

Non guardare al p/e, ma al ROE. Le aziende distribuiscono comunemente solo una porzione di utili, quindi ha poco valore considerare un aumento del p/e se allo stesso tempo è aumentata anche la base del capitale. Meglio guardare direttamente al return on equity, ovvero ritorno sul capitale investito.

L’investitore razionale: l’analisi fondamentale di Benjamin Graham

Dimensione dell’azienda

nel contesto della borsa americana degli anni ’70, le aziende che meritano di essere attenzionate devo avere una classe di fatturato pari a 100 milioni di dollari se appartenenti al comparto industriale o 50 milioni di dollari se utilities. Graham ricerca stabilità nei rendimenti, è lecito quindi escludere small e micro cap che potranno rivelarsi estremamente instabili nel raggiungere i risultati. Meglio aziende consolidate.

Solidità finanziaria

Il rapporto tra i debiti e mezzi propri deve essere inferiore a 0.5, le aziende devono quindi avere un elevato grado di solvibilità e asset reali a garanzia dell’indebitamento.

Stabilità nei profitti

I profitti devono essere stati raggiunti con costanza negli ultimi 10 anni. Avere dei picchi, positivi o negativi, minano la stabilità aziendale.

Distribuzione degli utili

Le aziende devono aver distribuito utili, in maniera ininterrotta, negli ultimi 30 anni.

Crescita degli utili

Considerando una media a 3 anni, le aziende obiettivo di Graham devono aver garantito una crescita degli utili pari ad almeno 1/3.

Rapporto prezzo/utili

Negli ultimi 3 anni il p/e non deve mai essere stato superiore a 15. Il consiglio alla base di questo multiplo offerto da Graham è che l’intero portafoglio dell’investitore deve garantire un rendimento superiore a quello di un bond a lunga scadenza con alto rating.

Il price to book ratio (P/B)

Il price to book ratio, ovvero il rapporto tra la capitalizzazione e il valore contabile dell’azienda non deve mai essere superiore a 1.5. Questo multiplo è sintomatico del valore intrinseco dell’azienda considerando gli asset reali di cui dispone.

L’investitore razionale: l’operatività alla base delle strategie di W.D. Gann e l’analisi comportamentale

  1. non rischiare mai più di un decimo del tuo capitale in una singola movimentazione;
  2. proteggere sempre l’operatività con uno stop loss;
  3. non avere un’operatività eccessiva;
  4. non far mai trasformare un gain in un loss;
  5. non andare mai contro trend;
  6. non operare se si hanno dubbi, meglio uscire da una posizione oppure attendere prima di aprirne una nuova;
  7. operare su titoli che hanno una volatilità adeguata;
  8. differenziare il capitale investito su più titoli;
  9. non utilizzare ordini con price-limit. Se si è sicuri dell’operazione meglio utilizzare ordini “al meglio”;
  10. le posizioni non devono mai essere chiuse senza motivo. Le posizioni si chiudono con gli stop loss o take profit;
  11. tirare fuori dal “circuito investimenti” il profitto accumulato;
  12. non comprare mai solo esclusivamente per un dividendo allettante;
  13. non mediare mai al ribasso;
  14. l’impazienza può indurci a fare banali errori;
  15. non eliminare mai un ordine di stop loss senza prima averne piazzato un altro;
  16. operare sia al ribasso che al rialzo sfruttando i trend del mercato;
  17. non comprare o vendere solo perché il prezzo del titolo è “troppo” alto o “troppo basso;
  18. non effettuare mai compensazione tra due posizioni, il rischio è di fare un doppio errore;
  19. non modificare una posizione senza un buon motivo;
  20. non aumentare l’operatività solo perché si è avuto successo nelle ultime transazioni.

Razionalità vs emotività

Si tratta di regole e indicazioni condivisibili, per qualcuno quasi banali, ma quasi mai rispettate. Non è difficile ipotizzare che la gran parte degli investitori, rileggendole una dopo l’altra, avranno pensato a come sia stato possibile aver fatto questo o quell’altro errore. Emotività.

Tags : analisi fondamentaleanalisi tecnicainvestimenti