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Trading System: tra algoritmi e analisi tecnica

Trading System: tra algoritmi e analisi tecnica
Trading System: tra algoritmi e analisi tecnica

Tutto ruota intorno ai prezzi. Domanda e offerta si incontrano quando il prezzo soddisfa entrambe le parti. Quanto appena scritto è valido per il buon esito di ogni transazione in qualsiasi mercato, sia esso dei beni o servizi, e a maggior ragione è un’affermazione sempre vera per i mercati finanziari estremamente dinamici grazie alla loro liquidità.

Nei mercati finanziari, specie in quello azionario, è possibile individuare un range di prezzo congruo per un titolo rispetto al valore dell’azienda sottostante grazie all’analisi fondamentale, ma come più volte ripetuto ciò non è una condizione sufficiente per garantire il buon esito di un’operazione. Il fattore tempo è determinante per dare qualità allo studio effettuato sui fondamentali del titolo. Individuare il corretto trend in atto del mercato è fondamentale per massimizzare l’operazione.

Il timing dunque assume carattere rilevante ogni qual volta si vuole decidere se acquistare o vendere un asset e il suo corretto studio può essere effettuato attraverso l’analisi tecnica di un titolo. Medie, oscillatori e indicatori ci aiutano a trovare il “momentum” più adatto per iniziare o concludere una transazione. Con tanto studio si potrà arrivare ad avere un proprio modello che risponda in maniera adeguata allo stile operativo dell’investitore.

Coltivare un proprio modello di investimento basato su analisi tecnica richiede una enorme esperienza e conoscenza dei mercati finanziari e impresa ancor più ardua è incorporare l’algoritmo, ovvero le regole che formano il modello, in un Trading System in modo da automatizzare la propria operatività tramite l’utilizzo di un software.

Su cosa basare l’algoritmo di un Trading System?

Definire l’algoritmo di un Trading System e il set di regole che lo compongono è un esercizio per lo più logico. Partire da un concetto generale che si condivide per poi declinare le regole che lo rendono operativo può rivelarsi essere un approccio di partenza corretto. Quanto segue è da ritenersi a titolo puramente esplicativo.

Tornando all’inizio di questo articolo possiamo ripartire dal “concetto di prezzo“come espressione dell’incontro tra domanda e offerta e dall’individuazione di un trend generale del mercato di riferimento che può concorrere a creare uno stato di ipercomprato e ipervenduto su di un titolo specifico.

Chiunque abbia una minima esperienza in materia di analisi tecnica, leggendo “ipercomprato e ipervenduto” non può che aver pensato al Relative Strenght Index (RSI) e ai suoi limiti di 30 e 70 che definiscono le fasce di valore dell’oscillatore. Nel nostro “esercizio logico” però abbiamo inserito anche il tema “trend generale del mercato” che rappresenta una condizione da aggiungere nella creazione del modello. Torniamo sul “prezzo”. Per analizzare il comportamento di quest’ultimo le medie, siano esse medie semplici o medie esponenziali, possono sicuramente darci un’indicazione più consistente su come il mercato valorizzi il titolo. Un’altra indicazione molto utile, sempre riguardo il prezzo, ci viene offerta dal concetto di volatilità. Generalmente più essa è elevata, maggiore è la difficoltà da parte degli investitori di attribuire il giusto prezzo al titolo.

In queste poche righe, per fare un esempio di analisi iniziale alla base di un modello di investimento, abbiamo ragionato sul concetto di prezzo con medie mobili e volatilità e sullo stato di ipercomprato/ipervenduto di un titolo che tenga in considerazione il trend generale del mercato. Sono pochi elementi, ma sono indubbiamente sufficienti per essere “esplosi” e utilizzati per la definizione delle regole per il proprio Trading System.

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